Posturologia - OSTEOPATA ROMA

Vai ai contenuti

Menu principale:

Posturologia

 
Cos’è la postura
 
La postura di un soggetto, il suo “stare eretto”, ovvero i “rapporti reciproci tra i vari segmenti corporei e la loro posizione nello spazio”, non sono che la risultante di numerosi fattori. La testa, il tronco, gli arti, eccetera, assumono una posizione nello spazio perché un complesso sistema miofasciale (muscolare e connettivale) mantiene quei segmenti corporei in quella determinata posizione.

Sono dunque i muscoli e le fasce a determinare la postura?
Certamente si, ma non è tutto, anzi. Se così fosse basterebbe “lavorare” a livello miofasciale per modificare e migliorare la postura di un soggetto; la realtà è ben diversa. 
I muscoli non sono infatti che degli effettori, cioè eseguono un comando che proviene dal Sistema Nervoso Centrale (SNC), ma chi ordina al SNC di fornire quella particolare informazione ai muscoli?
Ecco che si va delineando un sistema cibernetico, costituito da un organo effettore (i muscoli), da un computer centrale che da una parte elabora delle informazioni in entrata e dall’altra produce l’output di uscita, e da un sistema afferente che trasmette determinate informazioni al computer centrale (SNC) e che è in definitiva il responsabile della postura.
Per riassumere brevemente possiamo dire che il Sistema Tonico Posturale (STP) coinvolge 3 attori protagonisti:
  • i recettori (ovvero le cosiddette entrate del STP, che elencherò nello specifico in seguito);
  • il SNC
  • la muscolatura tonico-posturale

I recettori mandano un segnale di entrata (input) che viene elaborato a livello del SNC dal quale si avvia la risposta (output). 
Il segnale di output altro non è che il tono delle varie catene miofasciali, le quali modificano l’atteggiamento.
E’ mia convinzione che a livello posturale il lavoro diagnostico e terapeutico puro deve obbligatoriamente svolgersi nell’ambito del sistema di input (recettori); il lavoro a livello di output (Mezieres, Souchard, ecc.) può servire come integrazione.

Le "entrate" del SNC
La postura è fortemente influenzata dalle informazioni provenienti dai vari recettori del STP, le cui classiche “entrate” sono:
  • Piedi - valgo e varo, ossia avvolgimento e svolgimento dell’elica podalica,
  • Bocca, occlusione,
  • Occhi, disturbi della convergenza e forie (deviazioni oculari latenti).


Questi tre recettori sono sicuramente i più importanti, ma come è possibile ad esempio che un problema di propriocettività podalica o di malocclusione possa riverberarsi a livello di tutto il corpo provocando un disagio o un malessere in una zona, generalmente il rachide, anche lontana dai piedi o dalla bocca?

Questo è possibile. Infatti dobbiamo immaginare il corpo come costituito non da muscoli a se stanti, ma da lunghe catene muscolari, peraltro ben descritte da vari autori (Denys-Struyf; Mezieres, Busquet), che collegano, assieme al tessuto connettivo e perciò definite catene miofasciali, l’intero organismo dalla testa ai piedi. 
E’ perciò abbastanza intuibile come un disequilibrio a livello dei piedi, come anche un problema di malocclusione, provochi localmente uno squilibrio muscolare che però non si limita in quella o quell’altra regione specifica, ma si propaga su tutta la catena muscolare e dunque potenzialmente su tutto l’organismo. 
Il fatto che in genere laddove compare il sintomo difficilmente risiede la causa del problema, conferma l’ipotesi appena espressa.

Altre entrate afferenziali meno conosciute ma altrettanto importanti sono:
  • Lateralità - destrimani e mancini hanno posture diverse ed opposte,
  • Lesioni osteopatiche - limitazione o blocco del movimento di alcune importanti articolazioni,
  • Esiti di colpo di frusta o traumi toracici conseguenti ad incidenti d’auto o moto, 
  • Restrizione funzionale della prima vertebra cervicale tra Occipite e Atlante
  • problematiche che sempre di concezione osteopatica coinvolgono l’MRP (il meccanismo respiratorio primario di W. G. Sutherland) ed il sistema cranio-sacrale,
  • Blocco sacroiliaco,
  • Cicatrici patologiche, principalmente quelle addominali che scaricano sul metamero mantenendo la muscolatura contratta e di conseguenza alterano la postura,
  • Traumi da sport sia micro che importanti - fratture, distorsioni agli arti inferiori,
  • Deglutizione atipica o viziata,
  • Disfunzioni viscerali - in gergo osteopatico rapporto contenuto contenente,
  • Disagi psico-emotivi (il maniacale avrà una postura ben diversa dal depresso).

La descrizione di ciascuna di queste entrate meriterebbe un trattato apposito, basti solo ricordare che a modificare l’atteggiamento posturale sono molti elementi e tutti hanno una loro importanza.

L’adattamento
Ovviamente non tutti gli squilibri muscolari generano un problema fisico specifico, altrimenti non saremmo in grado di sopportare la ben che minima disarmonia. E’ evidente che l’organismo è in grado, grazie alle leggi cui tende (equilibrio, economia e confort), di compensare e porre rimedio ai cambiamenti statici e dinamici della postura attraverso la capacità di adattarsi. Dobbiamo confidare quindi nell’abilità di rimodulazione del corpo, spetta a noi prevedere il limite oltre il quale si manifestano i disagi o comunque prevenire la sintomatologia.
Le disfunzioni e patologie che via via accompagnano l’individuo nel corso della sua vita (infezioni, infiammazioni, traumi, cicatrici, ecc.) si sommano e vanno a riempire questo "contenitore".
Le capacità di adattamento non sono infinite. Quando le problematiche sono molte ed importanti il vaso è inevitabilmente colmo e a quel punto basta anche una piccola goccia (un piccolo problema) per farlo traboccare. E’ evidente che ragionando in questi termini, la persona più “storta” del mondo può non presentare il benché minimo dolore, mentre un soggetto apparentemente equilibrato manifestare numerose sintomatologie.
Non esiste di fatto una correlazione diretta tra dolori e postura anche se è pur vero che un soggetto ben equilibrato da un punto di vista posturale ne trarrà senz’altro beneficio soprattutto a lungo termine, specie se praticante un’attività sportiva.
 
La non linearità ed il concetto di interrelazione recettoriale
E’ compito del SNC integrare le informazioni in entrata (input) al fine di elaborare un determinato output. Dobbiamo altresì sottolineare che non ci troviamo all’interno di un sistema lineare, in cui esiste cioè un rapporto diretto causa-effetto, ma all’interno di un sistema detto appunto non lineare in cui per dirla brutalmente 1+1 non fa 2. 
E’ infatti a livello del computer centrale che tali informazioni vengono integrate tra loro; la risposta (output) si evidenzia con l’alterazione tonica delle catene muscolari, responsabili a loro volta dell’atteggiamento dei vari segmenti corporei ed in definitiva della postura finale del soggetto.

Dallo Squilibrio del Recettore allo Squilibrio Posturale schematizzato
Come è possibile che uno squilibrio su un recettore possa riverberarsi anche sugli altri recettori?
Che relazione ci può essere tra l’occlusione e gli occhi, tra i piedi e gli occhi, tra i piedi e la bocca? 
Si ipotizza che questo è possibile perché tutto passa attraverso vie nervose.
Quindi i Recettori influenzano la Postura ed a loro volta si influenzano reciprocamente.
Qualsiasi modificazione a livello di un recettore può determinare una risposta su un altro recettore, che come si dice, si adatta nei confronti del primo.
Numerose ricerche confermano l’esistenza delle relazioni tra i recettori, il recettore podalico è prevalente e in grado di modulare e riequilibrare le due afferenze cefaliche; ma difficilmente un bite o la rieducazione ortottica possono giovare all’alterazione del piede. 
Tuttavia, in medicina nulla è assoluto; anche in ambito di valutazione clinica è possibile istantaneamente modificare la risposta di un recettore pur agendo su di un altro.

Esiste la simmetria e la postura ideale?
A questo punto viene spontaneo chiedersi se esista o meno una postura ideale e se la simmetria sia la regola o piuttosto l’eccezione. 
Se pensiamo però che basta semplicemente essere destrimani o mancini per avere uno squilibrio dei piani scapolare e pelvico nello spazio, possiamo certamente affermare che la postura ideale non può esistere in nessun individuo ed è perciò l’asimmetria ad essere la regola. E’ ovvio che tutto si gioca all’interno di un range di tolleranza oltre il quale lo squilibrio (o meglio più squilibri) diventano "scompensanti" il STP e sono quindi da riarmonizzare secondo le tipologie di M. J. Littlejohn D.O..

Il tono, l’ipertono e l’ipotono
Abbiamo detto che l’output è in definitiva la risposta tonica muscolare. Se esiste perciò uno squilibrio (generalmente destra-sinistra e/o avanti-indietro) ciò significa che da una parte alcuni muscoli “tirano di più”, mentre dalla parte opposta “tirano di meno”. 

Come procedere alla valutazione tonico-posturale?
Dobbiamo porci come obiettivo primario quello di evidenziare in maniera chiara i vari squilibri della muscolatura tonico-posturale.

Non ci si limita perciò alla sola valutazione delle simmetrie dei vari reperi corporei (verticale di Barrè), ma si devono attuare tutta una serie di test manuali e strumentali, detti appunto “posturali”, utili alla diagnosi. L’equilibrio tonico, più che il “riallineamento” dei segmenti del corpo deve essere il fine ultimo della visita.

Come è possibile restituire l’equilibrio tonico-muscolare?
Ricordiamoci che a determinare lo squilibrio sono le informazioni in entrata dal recettore piede prevalente per ovvie ragioni di convivenza con l’attrazione gravitazionale.
I test posturali clinici sono in grado di dirci con buona precisione la possibile origine del problema (piedi, bocca, eccetera), mentre in un secondo momento sarà possibile, attraverso l’utilizzo di “artefatti” quali solette amplicettive informazionali, constatare il loro effetto sul STP. 
Tali artefatti altro non sono che stimoli Propriocettivi, si utilizzano ad esempio sacche di spessore variabile tra 3/5 millimetri a livello dei piedi e nell’ordine di 1 millimetro a livello della bocca.

Questi stimoli, adeguatamente collocati, mandano un’informazione al SNC. Se lo stimolo terapeutico è idoneo, il SNC istantaneamente elabora l’output desiderato: generalmente il sistema si riequilibra. 

In base ai risultati dei test, a questo punto potrà essere preparata una suoletta propriocettiva, oppure ad esempio un bite, oppure ancora si renderà necessaria una ulteriore valutazione di tipo osteopatico.
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu