Osteop. pediatrica - OSTEOPATA ROMA

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Osteop. pediatrica

 
PRINCIPALI DISTURBI 

Possiamo sintetizzare in questa lista i principali disturbi che vengono trattati da osteopati esperti e specializzati in Osteopatia infantile:
  • allergia - si verifica l'attività ritmica della sincondrosi sfeno-basilare, base del cranio,
  • arti inferiori - una attenzione viene posta alla normalizzazione e bilanciamento occipito-sacrale,
  • asma - in modo molto gentile viene mobilizzato l'intero torace seguendo il movimento fasciale e posta particolare attenzione alla D4,
  • astigmatismo - (che deriva dalla modificazione del raggio di curvatura dell'occhio) può essere la conseguenza di disequilibri intraorbitali e intracranici,
  • bronchiti - si esaminano le dorsali superiori, lo sterno, la regione cervicale e l'osso ioide,
  • bruxismo - (il digrignare dei denti associato e non al disturbo del sonno) si fa attenzione in particolare al disequilibrio dei temporali; si controlla inoltre l'occipite,
  • protrarsi del gattonamento per l'assenza o ritardo dei riflessi posturali o per lesioni patologiche del bacino - si esaminano il bacino e l'occipite e la sinfisi sfeno-basilare,
  • cifosi - si controllano i movimenti della sfeno-basilare e della volta cranica in particolare il frontale ed il bacino, applicando tecniche di bilanciamento di flesso-estensione craniale,
  • colica addominale - delicatamente si valutano le tensioni del diaframma e intuitivamente si segue la disfunzione verso il basso, si prosegue con il bambino appoggiato prono sulle proprie ginocchia per effettuare agevolmente la tecnica di normalizzazione con leggeri tocchi lungo la colonna,
  • comportamenti irrequieti - si inizia nel controllare l'intero movimento craniosacrale, in particolare tra occipite e sfenoide, poi il frontale,
  • costipazione - controllare il sacro e le due ossa iliache, anche le lombari e l'occipite; si liberano anche le fasce addominali,
  • crescita (ritardo) - si esamina la sincondrosi sfeno-basilare in particolare lo sfenoide e poi lo sterno, si controlla anche la deglutizione per possibile affezione del nono nervo cranico (glossofaringeo) e del decimo n. c. (pneumogastrico), proprio a livello del foro lacero posteriore, si continua l'esame sull'occipite e i due temporali.
  • denti - (implicazioni ortodontiche) si valutano i mascellari, la normalizzazione può essere eseguita anche tramite le ossa della volta,
  • difficoltà di apprendimento - si esamina il ritmo craniale, in particolare la base, l'occipite, l'atlante e l'epistrofeo, come anche C2-C3, il frontale, i parietali, si prosegue con D2-D3,
  • Dislessia e disortografia  - si inizia con la valutazione ritmica del cranio e del sacro, poi ci si sofferma sulla volta, il frontale ed i temporali,
  • displasia delle anche - (lesione intraossea dell'iliaco) modellamento del sacro, normalizzazione delle vertebre lombari,  disequilibrio fasciale
  • enuresi notturna - oltre ad un problema psicologico può essere una lesione osteopatica dell'ilio, del sacro o delle lombari L4-L5, delle ossa temporali.
  • equilibrio - (problema) normalizzare l'occipite, la regione sottonucale e i temporali,
  • febbre - normalizzare le vertebre cervicali e le dorsali superiori; effettuare una compressione del IV ventricolo,
  • torace ad imbuto - (lesione intraossea dello sterno) si effettua un modellamento, si liberano le fasce sterno-occipitali, sterno-sacrali e sterno-dorsali, si esamina l'occipite a volte in lesione di estensione,
  • insonnia - (tensioni membranose intracraniche e craniali) restrizione e asincronismo dei tre diaframmi,
  • linguaggio difficoltà di pronuncia - si controlla il 12° n.c. grande ipoglosso a livello del canale condiloideo anteriore alla base del cranio, i mascellari, l'osso ioide, il rachide cervicale,
  • mal di testa - spesso la conseguenza di una caduta del bambino che ha provocato una lesione cervicale o dorsale superiore, 
  • miopia - (lesione cranica di estensione) si controllano le membrane intracraniche e craniosacrali, le ossa dell'orbita,
  • occlusione - (problemi di) si esaminano i mascellari, i temporali in rotazione esterna provocano un arretramento della mandibola, in rotazione interna invece un avanzamento,
  • oculari - (problemi, tensioni membranose intracraniche) esaminare le ossa dell'orbita e della faccia, l'equilibrio della statica in generale e le dorsali superiori, nel caso in cui il paziente porti degli occhiali si esamina lo sfenoide; gli occhiali limitano il campo visivo e quindi i movimenti laterali dello sfenoide, l'etmoide e le ossa della faccia, inoltre il peso degli occhiali frena lo spostamento dell'etmoide in senso della flessione,
  • otorinolaringoiatra - (problemi alla sfera) esaminare le dorsali superiori, l'occipite, la sincrondosi sfenobasilare, i temporali, il frontale e le ossa della faccia,
  • palato ogivale - (stretto) lesione intraossea dei mascellari, si esamina la sfenobasilare e l'armonia tra le ossa della faccia ed il frontale,
  • pianti e irritabilità - (tensioni membranose intracraniche ed intraspinali, lesione intraossea dell'occipite) controllare la sinfisi sfenobasilare, l'armonia dei 3 diaframmi,
  • piedi varo o valgo - ricercare il disequilibrio di rotazione interna o esterna a distanza, normalizzare le fasce dell'arto inferiore e del piede in rapporto al rachide lombare,
  • piede piatto - stato di rotazione interna del sistema cranio-caudale 
  • respirazione - (difficoltà di) controllare il foro occipitale nelle lesioni intraossee dell'occipite, può verificarsi una compressione dei centri respiratori contro il bordo anteriore del foro occipitale, si esaminano le dorsali superiori, lo sterno e il diaframma, i lattanti presentano a volte una lesione di prima inspirazione, quella presa al momento della nascita,
  • rigurgito (vedi anche deglutizione) - ritardo di sviluppo, compressione della sfeno-basilare, tensioni membranose, si controlla la volta ed il frontale,
  • scoliosi del bambino - spesso conseguenza di una lesione dorsale superiore, si verifica la distribuzione delle linee di forza di gravità ,
  • scoliosi del lattante - lesione intraossea dell'occipite, modificazione della forma della posizione dei condili occipitali, si esegue il riequlibrio e modellamento dell'occipite, si verifica la sincondrosi sfeno-basilare, la sfera anteriore e le membrane intracraniche e craniosacrali,
  • sonno - (disturbi del) si esamina la sfenobasilare, il frontale, l'occipite, il bacino, le ossa della volta cranica, l'armonia dei tre diaframmi,
  •  rigurgito - probabile problema a livello del X° nervo cranico pneumogastrico, si controlla il foro lacero posteriore del cranio,
  • strabismo convergente obliquo in alto e in dentro - danno del muscolo grande obliquo innervato dal IV° nervo cranico, si esamina il frontale, in ogni caso meglio liberare le tensioni membranose intracraniche e craniosacrali, i temporali, lo sfenoide ed infine la sfenobasilare,
  • strabismo convergente orizzontale - danno al V° nervo cranico oculomotore, emerge esternamente con la messa in tensione del legamento petrosfenoidale di Gruber, ciò potrebbe spiegare la frequenza dello strabismo nei neonati e la possibilità di un recupero spontaneo se i disequilibri di tensione scompaiono, 
  • suzione - (difficoltà di) si libera il XII° nervo cranico grande nervo ipoglosso che interessa i muscoli motori della lingua agendo indirettamente a livello della base del cranio,
  • torcicollo congenito - lesione intraossea dell'occipite, controllare anche la sfenobasilare, lo sfenoide, le membrane intracraniche ed interspinali, i temporali e le vertebre dorsali superiori, liberare anche XI° nervo cranico accessorio spinale a livello del foro lacero posteriore responsabile della ipertonicità dei muscoli trapezio e sternocleidomastoideo,
  • udito - (problemi al) si controlla la sfenobasilare, i temporali, i mascellari, il rachide cervicale,
  • valgo-varo - i problemi varo sono spesso associati a delle lesioni di rotazione esterna del meccanismo respiratorio primario, quelli di valgo a lesioni di rotazione interna, si controllano le membrane intracraniche, la sfenobasilare, le vertebre cervicali, le dorsali superiori, il bacino in toto, il rachide lombare,
  • vascolari (problemi) - si controllano i seni venosi, zona particolarmente vulnerabile a livello dell'Asterion dove i seni laterali si lateralizzano verso i parietali ed i temporali, si libera il foro lacero posteriore e la sutura sagittale interparietale per facilitare il drenaggio venoso,
  • vomito - si trattano la 4° e 5° vertebra dorsale, D8 e D9, D10 ed il foro lacero posteriore del cranio.

Se il vostro bambino soffre di uno dei disturbi sopra riportati, contattateci e saremo felici di darvi un primo appuntamento di valutazione osteopatica e craniosacrale,
Se il disturbo specifico non rientra in questo elenco, contattateci ugualmente per un consiglio telefonico.

L'arte della palpazione è una delle chiavi della pratica nella terapia craniosacrale, per acquisirla sono necessarie pazienza e capacità di ascolto dei micro movimenti cranici che vengono incoraggiati solo dal momento in cui vengono percepiti. In modo particolare se ci occupiamo di bambini è indispensabile conoscere il meccanismo respiratorio primario (MRP) ed avere una ferma fiducia nella possibilità di normalizzare il ritmo cranio-sterno-sacrale mettendosi in gioco con le proprie capacità.











IL BAMBINO - OSTEOPATIA ALLA MASSIMA POTENZA




Nel bambino, e ancor di più nel lattante, le tecniche di Osteopatia cranica sono essenzialmente di pompage e di molding. L'osteopata esperto, dopo aver posizionato le mani segue sottilmente ed intuitivamemente i tessuti nel loro movimento ritmico enfatizzando i micro movimenti.
In genere nel bambino vengono usate le cosidette tecniche di esagerazione in modo da ottenere una risposta di rilasciamento delle tensioni. Normalmente i bambini ed i lattanti si abbandonano totalmente assumendo da soli quelle posizioni che permettono all'osteopata esperto di andare oltre al meccanismo di disfunzione fino ad un accumulo di tensioni membranose dei tessuti, per poi rilasciare gradualmente in direzione normalizzante.
Gli osteopati abituati a trattare i bambini (da non considerare piccoli adulti) durante la sessione devono adattarsi in modo permanente, seguendo i vari "suggerimenti tensivi" con le proprie mani, questo su tutti i distretti corporei, come aiutare a srotorale le pieghe ed i nodi di un ipotetico tessuto.
Normalmente l'osteopata usa uno sgabello con le ruote in modo da poter seguire continuatamente i vari spostamenti del bambino, restando sempre a contatto con le mani.
La cooperazione respiratoria del bambino è spontanea ed è un segno della sintonia empatica nel momento in cui l'osteopata arriva ad un accumulo di tensioni che poi vengono dissipate, sia come già detto dalle mani dell'osteopata che dai movimenti spontanei del bambino.
Il cambiamento di umore e la tranquillità del bambino dimostrano da subito che è stato fatto un ottimo lavoro terapeutico e che è giunta la fine della sessione e quindi la messa in equilibrio.
Inversamente i pianti del bambino esprimono un disagio: la posizione delle mani deve forse cambiare, forse la loro pressione deve variare, etc..
Se la respirazione del bambino diventa rapida allora bisogna avere la saggezza di attendere ancora un pò. Esiste un limite di accettazione dei tessuti traumatizzati, pertanto quello che non si è riusciti a portare a termine in questa sessione si riprenderà succissivamente.
Quando avviene la normalizzazione invece, si percepiscono da subito delle risposte di bilanciamento e di movimento ritmico ampio. 

La nascita è asimmetrica
Talvolta conserviamo per tutta la vita un modello corporeo asimmetrico, ma è ovvio che l'imprtante non è la simmetria spaziale ma la possibilità di rispondere alle sollecitazioni ambientali. La buona qualità dei movimenti percepiti è il criterio più importante. Nonostante ciò se possiamo normalizzare il neonato precocemente è possibile e auspicabile rendere una certa simmetria al corpo in aggiunta alla qualità di salute desiderata.
A causa delle piccole dimensioni dei bambini, è molto facile realizzare delle normalizzazioni globali, controllando diverse regioni del corpo simultaneamente.
Le tecniche migliori sono quelle che si adattano sia alle mani dell'operatore che ai tessuti trattati. Tuttavia i risultati migliori si avranno solo se l'osteopata resta costantemente focalizzato nella terapia e segue con fiducia la propria intuizione tattile, tenendo sempre presente una immagine mentale dei tessuti normali.

Il dosaggio e la frequenza delle sedute avrà una importanza fondamentale, l'osteopata esperto deve adattare il proprio lavoro al paziente e aspettare le risposte dei tessuti che otterrà gradualmente.
La posizione del bambino può essere variabile, è spesso utilizzata la posizione in braccio alla mamma, piuttosto che sdraiati di schiena sul lettino, o seduti a giocare. E' preferibile che l'osteopata abbia sempre dei punti di appoggio in modo da essere sempre comodo ad interagire terapeuticamente. 
Un trauma cranico recente è una controindicazione assoluta alle tecniche craniche.
Partendo da una buona conoscenza anatomica e fisiologica, l'osteopata esperto può e deve crearsi la tecnica migliore per un determinato soggetto.Gli strain e gli schemi parafisiologici e forme craniche possono essere diverse da un individuo all'altro; anche le posizioni delle mani variano, ma l'operatore deve essere sufficientemente creativo per adattarsi il più possibile il suo piccolo paziente.








 
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