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Osteop. in gravidanza

 
OSTEOPATIA IN GRAVIDANZA

Vi è una indicazione del trattamento manipolativo osteopatico durante la gravidanza?
Nonostante la definizione di "Manipolazioni" questo genere di terapia ha un approccio del tutto delicato ed in quanto al termine di Osteopatia chiariamo subito che, si la struttura fisica è formata dallo scheletro quindi dall'osso, ma lo scopo terapeutico si propone di trattare l'intero soma, quindi muscoli, articolazioni ed il tessuto fasciale che non è altro che un legame biologico tra tutti gli apparati ed i sistemi del corpo.
In Osteopatia si parla di trattare la "Disfunzione Somatica", cioè una alterazione disfunzionale contraria all'omeostasi, che impedisce nello specifico l'adattamento materno alle modificazioni strutturali ed ormonali, questa terapia può alleviare il disagio di pienezza causato dall'aumento di volume dell'utero.
Le possibili complicanze durante la gravidanza sono:
- neuromuscoloscheletriche
- circolatorie
- modificazioni ormonali

Nel primo trimestre viene preso in considerazione: 
  • esame osteopatico funzionale dell'apparato locomotore
  • identificazione della tipologia cranio-sacrale
  • valutazione dei riflessi viscero-somatici
Nel secondo trimestre si valuteranno:
  • le modificazioni posturali con sindromi dolorose dovute all'adattamento compensatorio, 
  • brachialgie  e tunnel carpale
Nel terzo trimestre:
  • modificazioni biomeccaniche della pelvi e del rachide lombare
  • programma di ginnastica miotensiva lombosacrale e pelvica per favorire il travaglio ed il parto
Nel post partum si tratterà:
  • la prevenzione della diastasi della sinfisi pubica
  • lombalgie 
  • sindromi carpali
  • osservazione delle posture da allattamento sia per la madre che rivolta al bambino.

La condotta terapeutica osteopatica in ostetricia presuppone la consapevolezza di come struttura ossea della madre e stato di gravidanza si influenzano reciprocamente. La disfunzione somatica è una limitazione o alterazione del movimento delle strutture artroriali e miofasciali e gli elementi vascolari, linfatici e neurali in relazione agli apparati o sistemi viscerali, che a loro volta possono essere influenzati sia nella forma che nella funzione.
Durante la valutazione e trattamento l'osteopata rivolge la propria attenzione agli stress cui il corpo della futura madre può andare incontro in conseguenza della gravidanza, del travaglio e del parto.

Probabili disfunzioni somatiche nella normale gravidanza
Le modificazioni fisiologiche della madre riguardano principalmente tre aree:
  1. quelle materne riguardano la biomeccanica conseguenti allo svilluppo fetale
  2. modificazioni circolatorie 
  3. modificazioni ormonali
Ad esempio il bacino contenente il feto in crescita, muta angolazione e deve essere in grado di sopportare il peso ed il volume sia dell'utero che si espande che del bambino.
Nella fase di aumento del volume addominale, il centro di gravità della madre si sposta in avanti. Il rachide lombare compensa accentuando la lordosi e si ha così un aumento dell'inclinazione pelvica. Anche il tratto dorsale accentua la cifosi. 
Le alterazioni circolatorie e ormonalli sono meno evidenti.

Lombalgie
Uno dei disturbi e delle complicanze più frequenti della gravidanza è il mal di schiena, che è sempre stato considerato inevitabile, sia dalle donne stesse che dai medici.
L'utero gravido e la lordosi compensatoria conseguente creano un enorme carico meccanico sulla parte inferiore della schiena.
L'alterazione della postura che ne deriva aumenta le sollecitazioni sulle faccette articolari vertebrali ed aumenta le forze di taglio sui dischi intervertebrali.
I muscoli paraspinali si contraggono accorciandosi, mentre i muscoli addominali sono sbilanciati dall'iper stiramento indebolendosi.
Si ipotizza che il dolore sacroiliaco derivi da un eccessivo stiramento del tessuto connettivo e da microtraumi dovuti ai cambiamenti posturali. Il dolore sarebbe una conseguenza delle sollecitazioni dei muscoli  erettori spinali che bilanciano l'inclinazione anteriore della pelvi prodotta dalla dilatazione dell'utero. Inoltre l'apertura dello stretto superiore del bacino aumenta l'instabilità delle articolazioni sacroiliache, non è possibile tracciare un confine netto tra il rilassamento fisiologico del bacino e quello invece patologico, causa del dolore in un primo momento. I principali sintomi della distensione pelvica sono il dolore spontaneo e la sensibilità delle articolazioni sacroiliache evocata dalla pressione diretta o indiretta.

Dolore pelvico posteriore
E' diverso dalla sciatalgia, afflligge comunemente un grande numero di donne gravide, si localizza nella parte posteriore del bacino in posizione distale e laterale rispetto alla giunzione lombosacrale. Il dolore si irradia alla parte posteriore della coscia e può estendersi al di sotto del ginocchio, nel qual caso può essere interpretato come sciatica o sindrome dell'articolazione posteriore.
Si è detto che una pressione diretta sulla radice dei nervi o sui plessi da parte dell'utero gravido è responsabile di molti dei sintomi radicolari. La nevralgia parietale nella gravidanza è una pressione meccanica delle strutture legamentose della colonna sulle radici dei nervi causata dall'aumentata lordosi, responsabile del dolore radicolare.
Il sintomo principale è rappresentato da una parestesia nel territorio di irradiazione dei nervi ilio inguinale e ilio femorale. L'alleggerimento o scarico o meglio la sensazione di ridotta distensione addominale durante le ultime 4 settimane di gravidanza è occasionalmente associato anche ai sintomi radicolari.
Inoltre, la discesa del feto nella piccola pelvi alleggerisce la pressione contro il diaframma e la parte superiore della cavità addominale. Per la madre la respirazione diventa più facile ma può avvertire una sintomatologia radicolare che si attribuisce alla pressione diretta dell'utero gravido sui componenti del plesso lombosacrale collocato più in basso sul sacro, che si fondono con il nervo sciatico.
Contrariamente al pensiero medico comune, uno studio recente condotto con la risonanza magnetica, ha dimostrato che le protrusioni o le erniazioni dei dischi lombosacrali sono comuni nelle donne in età fertile e che le donne gravide non mostrano un aumento della diffusione di anomalie discali. Pertanto le sindromi dolorose che accompagnano la gravidanza derivano maggiormente da compressioni neurali extravertebrali.














 
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